Nato a Varzo nel 1874, indirizzò i suoi studi alla mineralogia e alla geologia presso la Regia Università di Torino e quindi in Sassonia, dove nel 1898 conseguì, presso la R. Accademia montanistica di Freiberg, il diploma di Ingegnere metallurgico. Perfezionatosi presso l’Istituto dell’Università di Monaco di Baviera, diretto da Paolo Groth, vi conseguì la nomina di libero docente in mineralogia e di Conservatore delle collezioni mineralogiche dell’Accademia montanistica di Clausthal.  Di qui si trasferì ad Heidelberg per approfondire gli studi di cristallografia con l’illustre docente Vittorio Goldshmidt, ottenendo in seguito il Dottorato presso l’Università di Marburg.   Rientrato in Italia, per un anno addetto al R. Ufficio Geologico di Roma, nel 1905 ritornò in Germania, quale Direttore scientifico della sezione ottico-meccanica per la costruzione di microscopi di mineralogia e di geologia, presso la Ditta Leitz di Wetzlar.  Conseguì quindi la libera docenza in mineralogia e geologia in Italia presso l’Università di Torino.   Dal 1916 al 1920 insegnò Mineralogia e Geologia presso l’Università di Cagliari passando in seguito a Modena ove dal 1921 al 1925 insegnò Mineralogia e ne diresse l’Istituto presso la Regia Università.  Dal 1926 al 1934 fu docente presso la R:Università di Genova ove fu Direttore dell’Istituto di Mineralogia.

Numerose pubblicazioni ne attestano l’alto valore di scienziato. Fra queste si segnala in particolare quella che si riferisce alla scoperta da lui effettuata della radioattività in Italia , nel più importante giacimento italiano di sostanze radioattive, presso Lurisia ove trovò l’Autunite, minerale da cui venne estratto il Radio. Numerosi studi petrografici riguardano la Val d’Ossola e il Piemonte, così come varie località della Sardegna.  Una pubblicazione riguarda le rocce della scomparsa Isola Giulia (Banco Grahm),  trovate con gli scandagli della Regia Marina.

La parte più notevole dell’opera scientifica del Prof. Ing. Gabriele Lincio comprende numerosi studi cristallografici e fisico-chimici su cristalli naturali e artificiali  quali, per ricordarne solo alcuni, rutilo, berillo, molibdenite, dolomite ed in modo particolare quarzo, pirite e solfato di rame.

Frutto del suo lavoro scientifico e tecnico è il microscopio di mineralogia e petrografia della ditta Leitz che, semplicemente perfezionato in alcuni dettagli, ancor oggi molti laboratori impiegano, e che nel complesso rimane quello di cui il Prof. Lincio ideò e diresse la costruzione.